U.S. skips COP30 as Brazil launches $125B forest fund and $1.3T climate‑finance roadmap: What the diplomatic split means
L'8 novembre 2025, la decisione dell'amministrazione Trump di non inviare funzionari di alto livello alla COP30 a Belém, Brasile — e la denuncia del summit da Atene del Segretario all'Energia Chris Wright — si è scontrata con l'iniziativa del Brasile di ricentrare la politica climatica globale attorno a un nuovo strumento per le foreste pluviali da $125 miliardi e una tabella di marcia per mobilitare $1,3 trilioni all'anno in finanziamenti climatici. La giustapposizione ha accentuato una divisione geopolitica sulla governance climatica, i finanziamenti e il ruolo dei combustibili fossili. [1]
- La Casa Bianca conferma nessuna partecipazione statunitense ad alto livello alla COP30; il Segretario all'Energia definisce il summit «una farsa». [2]
- Il Brasile presenta la Tropical Forests Forever Facility con impegni iniziali superiori a $5,5 miliardi, puntando a uno strumento da $125 miliardi. [3]
- ONU e le presidenze della COP promuovono la Roadmap da Baku a Belém per portare i finanziamenti climatici a $1,3 trilioni l'anno entro il 2035. [4]
- WMO: il 2025 è destinato a essere il 2° o 3° anno più caldo mai registrato — aumentando la posta in gioco della COP30. [5]
Cosa è successo — e perché è importante
Quando i leader si sono riuniti in Amazzonia per il Vertice dei Leader alla COP30 (6–7 novembre) prima dell'avvio delle negoziazioni formali il 10 novembre, il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha lanciato la Tropical Forests Forever Facility (TFFF), un nuovo strumento finanziario pensato per rendere «le foreste in piedi più preziose della terra disboscata», con impegni iniziali da Norvegia ($3 miliardi), Brasile ($1 miliardo), Indonesia ($1 miliardo) e diversi partner europei. Parallelamente, le presidenze COP di Azerbaigian (COP29) e Brasile (COP30) hanno promosso la “Roadmap da Baku a Belém”, un piano per innalzare i flussi di finanziamento climatico a $1,3 trilioni all'anno entro il 2035. [6]
Allo stesso tempo, la Casa Bianca ha confermato che gli USA non avrebbero inviato rappresentanza di alto livello a Belém. Ad Atene, il 7 novembre, il Segretario all'Energia Chris Wright ha criticato la COP30 e ribadito la strategia dell'amministrazione a favore dei combustibili fossili, sottolineando il ritiro di Washington dall'Accordo di Parigi avvenuto all'inizio di quest'anno. Il contrasto ha suscitato forti rimproveri da parte di alcuni leader latinoamericani ed europei a Belém. [7]
Il 20 gennaio 2025, il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che dispone il ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi — di nuovo. Sebbene l'ordine abbia dichiarato effetto immediato, l'avviso del depositario ONU indica che il ritiro legale entrerà in vigore nel gennaio 2026 ai sensi dell'Articolo 28. [8]
All'interno della spinta finanziaria del Brasile
Tropical Forests Forever Facility (TFFF)
La TFFF del Brasile mira ad allineare la finanza sovrana a risultati verificabili sulla deforestazione, destinando una parte dei fondi alle comunità indigene e tradizionali. Il progetto combina contributi iniziali (con l'obiettivo di $25 miliardi di capitale che potrebbero essere moltiplicati fino a $125 miliardi) con pagamenti basati sui risultati per le nazioni forestali, e ha ottenuto il sostegno di oltre 50 paesi. [9]
Roadmap da Baku a Belém verso $1,3T
Partendo da un traguardo finanziario raggiunto alla COP29, il cambiamento climatico dell'ONU e le presidenze COP hanno delineato un percorso di mobilitazione pubblico‑privata per portare i finanziamenti climatici dagli attuali circa $300 miliardi a $1,3 trilioni all'anno entro il 2035, richiedendo riforme dei bilanci delle MDB, condivisione dei rischi, strumenti sul debito sovrano e standard di mercato più chiari. [10]
Inquadramento ONU
Il capo del clima ONU Simon Stiell: «Il finanziamento è il grande acceleratore», esortando a concretizzare il percorso verso $1,3 trilioni e a garantire un accesso equo per i paesi in via di sviluppo. [11]
Accoglienza dei leader
Il Brasile ha enfatizzato la leadership del Sud Globale; la Norvegia è emersa come donatore ancorafonda per la TFFF; le capitali UE esaminano i dettagli di attuazione. [12]
Posizione dell'India
L'India ha spinto per finanziamenti equi e concessionali e per l'adempimento degli impegni storici — coerentemente con la sua posizione di giustizia climatica. [13]
Assenza degli USA e reazioni globali
A Belém, il Segretario Generale dell'ONU António Guterres ha avvertito che non raggiungere l'obiettivo di 1,5°C costituisce un «fallimento morale», mentre diversi capi di Stato hanno criticato la posizione e l'assenza degli USA. I diplomatici europei, nel frattempo, temono che Washington possa ancora influenzare o complicare i risultati anche dalla periferia — riecheggiando recenti interventi statunitensi in altri fori. [14]
«È essenzialmente una farsa. Non è un'organizzazione onesta che cerca di migliorare la vita delle persone.» — Segretario all'Energia degli USA Chris Wright, Atene, 7 nov. 2025. [15]
Politicamente, l'amministrazione inquadra il suo approccio come una priorità alla sicurezza energetica, alle esportazioni di GNL e alla deregolamentazione; i sostenitori sostengono che ciò protegga la crescita e le esigenze energetiche degli alleati. I critici controbattono che gli USA stanno cedendo la leadership climatica e indebolendo il multilateralismo in un momento di caldo record e di rischi climatici in aumento. [16]
Lo sfondo scientifico: rischi in escalation
Il «State of the Climate Update for COP30» dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale rileva che il 2025 è probabile che si collochi come il 2° o 3° anno più caldo mai registrato; il periodo 2015–2025 sarà l'undicesimo periodo di 11 anni più caldo nei 176 anni di osservazioni. Il rapporto sottolinea l'urgenza di allineare finanziamenti e politiche alla COP30. [17]
| Proposta/Posizione | Elementi chiave | Scala/Obiettivo | Chi sostiene | Possibili attriti |
|---|---|---|---|---|
| La TFFF del Brasile | Strumento garantito dal debito; pagamenti basati sui risultati; 20% per le comunità indigene | Strumento da $125 miliardi (leva su ~$25 miliardi di capitale) | 53 sostenitori; primi impegni guidati dalla Norvegia; Brasile, Indonesia tra i contributori | Verifica, costi del debito, concretezza degli impegni dei donatori |
| Roadmap da Baku a Belém | Riforma delle MDB; condivisione dei rischi; attrazione di capitale privato; standardizzazione | $1,3T/anno entro il 2035 | UNFCCC, presidenze COP (Azerbaigian/Brasile) | Accordi politici; condizionalità; sostenibilità del debito |
| Posizione USA (nov. 2025) | Nessuna presenza senior alla COP30; orientamento a favore dei fossili; processo di uscita da Parigi in corso | Non è una promessa di finanziamento; re‑orientamento politico | Ramo esecutivo degli USA | Ritorsioni diplomatiche; segnali di mercato; vuoti politici transatlantici |
Fonti: comunicati UNFCCC; reportage AP e Reuters; aggiornamento climatico WMO. [18]
Correnti politiche interne a Washington
L'atteggiamento climatico dell'amministrazione deriva dall'Ordine Esecutivo «Putting America First in International Environmental Agreements», che dispone un'uscita da Parigi (effetto legale nel 2026) e segnala un pivot verso la «dominanza energetica». I democratici al Congresso hanno risposto con proposte di legge per bloccare il sostegno USA a progetti fossili all'estero; la spaccatura partigiana preannuncia una continua volatilità di politica. [19]
Cosa osservare nei prossimi giorni 🗓️
10–21 novembre
Negoziati formali della COP30: se la TFFF otterrà più capitale; se la tabella di marcia da $1,3T produrrà impegni istituzionali concreti. [20]
Processo ONU
I briefing del summit dell'ONU e del Brasile dettagliano i risultati a livello di leader su foreste, gestione degli incendi e riforma dell'architettura finanziaria. [21]
Allineamento USA–UE
I diplomatici UE si preparano a possibili interventi statunitensi dalla periferia o tramite commercio/standard — un indicatore di un più ampio attrito transatlantico. [22]
Analisi: implicazioni politiche e di policy ⚖️
Vuoto di leadership globale
Sorvolando la COP30 mentre il Brasile avanza strumenti finanziari su larga scala, gli USA rischiano di cedere lo spazio per definire l'agenda a coalizioni guidate da Brasile, UE e Cina. Anche assenti, Washington può comunque influenzare i risultati indirettamente — attraverso i mercati finanziari, la politica commerciale e la diplomazia energetica. [23]
Prova di credibilità finanziaria
Se la TFFF e la tabella di marcia da $1,3T si tradurranno in flussi nuovi, prevedibili e de‑rischiati determinerà se la COP30 segna una reale svolta verso la consegna — o un altro ciclo di promesse senza infrastrutture. I segnali a breve termine dei donatori e le riforme dei bilanci delle MDB sono indicatori chiave. [24]
Loop tra politica interna e estera
Le azioni esecutive degli USA (uscita da Parigi, deregolamentazione) riverberano a livello internazionale e invitano narrazioni alternative che dipingono Washington come inaffidabile sul clima, mentre stati, città e imprese possono comunque perseguire la decarbonizzazione per ragioni di mercato. Il cambio di direzione politico complica gli investimenti a lungo termine. [25]
Scienza vs. politica
Con l'avvertimento della WMO che il 2025 sarà tra i tre anni più caldi mai registrati, il divario tra rischio scientifico e consenso politico rimane la tensione centrale che plasma la geopolitica climatica. [26]
Citazioni principali
«Il finanziamento è il grande acceleratore… La Roadmap da Baku a Belém traccia il percorso da $300 miliardi all'anno a $1,3 trilioni entro il 2035.» — Segretario Esecutivo dell'UNFCCC Simon Stiell, 7 nov. 2025. [27]
«Il lancio di oggi è una dichiarazione di solidarietà e speranza.» — Il Segretario Generale dell'ONU António Guterres sul TFFF, 6 nov. 2025. [28]
Conclusione
La storia immediata a Belém è la netta divergenza: una scelta politica degli USA di non partecipare ai lavori di alto livello della COP30 e un tentativo guidato dal Brasile di riposizionare i finanziamenti climatici su larga scala. La storia a medio termine è se i nuovi strumenti e il percorso da $1,3T riusciranno a superare i venti contrari politici — e a produrre risultati misurabili prima che il riscaldamento blocchi rischi più profondi. [29]
Riferimenti
- AP: “Trump’s energy secretary slams UN climate conference in Brazil, where US absence is glaring” (7 nov. 2025). [30]
- UNFCCC: interventi di Simon Stiell; aggiornamenti COP30 e materiali della Roadmap (5–7 nov. 2025). [31]
- AP/affiliate ABC e Washington Post: copertura aggiuntiva delle dichiarazioni e dell'assenza USA (7 nov. 2025). [32]
- Reuters: il piano del Brasile per scalare i finanziamenti climatici; preoccupazioni diplomatiche sull'influenza USA (6–7 nov. 2025). [33]
- WMO: State of the Climate Update per la COP30 (6 nov. 2025). [34]
- AP/UPI e sito ospitante COP30: impegni e dettagli del lancio della TFFF (6–7 nov. 2025). [35]
- Casa Bianca: “Putting America First in International Environmental Agreements” (Ordine esecutivo, 20 gen. 2025); nota CRS sui tempi del ritiro. [36]
- Politico e The Guardian: reazioni dei leader e contesto da Belém (6–7 nov. 2025). [37]
- Times of India: posizione finanziaria dell'India alla COP30 (8 nov. 2025). [38]
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